Un inverno in Corea – Hiver à Sokcho: la delicatezza dei silenzi al Cinema Pecci

RUBRICA “FUORICAMPO” – Con Un inverno in Corea – Hiver à Sokcho, opera del regista Koya Kamura, il Cinema Pecci di Prato conferma ancora una volta la qualità e il coraggio della propria proposta culturale, capace di portare sul grande schermo opere intime, raffinate e lontane dai circuiti più scontati della distribuzione commerciale.

Il film è ambientato a Sokcho, cittadina di pescatori sospesa tra mare e confine, ai margini geografici ed emotivi della Corea del Sud. Qui vive Soo-ha, giovane donna franco-coreana che lavora in una piccola pensione e che, pur non avendo mai lasciato il Paese, coltiva un legame silenzioso con l’altrove. Il suo incontro con Yan Kerrand, illustratore francese in cerca di ispirazione per una graphic novel, dà vita a una connessione fatta di sguardi, attese e silenzi,

La neve, il mare d’inverno, gli interni spogli della pensione diventano estensioni dello stato d’animo dei personaggi: luoghi dell’anima prima ancora che spazi fisici. Soo-ha, nel confronto con lo straniero, è costretta a riaprire ferite familiari e sentimentali, rivivendo inconsapevolmente le dinamiche irrisolte della madre, intrappolata in un ciclo di desideri e disillusioni.

Una trama avvolgente che invita il pubblico a un’esperienza di visione lenta, contemplativa, in controtendenza rispetto alla frenesia dell’immaginario contemporaneo. Un cinema che non alza la voce, ma lascia un segno profondo, e che trova nel contesto ricercato del Pecci uno spazio ideale di dialogo e riflessione. Per scoprire tutta la programmazione della piccola sala pratese è possibile consultare il sito ufficiale: tra le prossime proiezioni si consiglia La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, un film capace di regalare un inatteso colpo di scena…